Cito l'Olio Extravergine di Oliva, i vini del Vulture. Particolarmente ricchi di sapore sono i formaggi lucani con erbe aromatiche che conferiscono un sapore particolare. Fra i tanti: il Butirro,il Caciocavallo podolico, il Pecorino di Filiano, il Canestrato di Moliterno.
I salumi, antichissimi: tra i vari tipi, oltre la salsiccia,conosciuta dai tempi dei romani come la luganega o lucánica, vi é la soppressata, il capocollo ed il prosciutto.
La pasta è rigorosamente fatta a mano (in dialetto pasta di casa) con farina di grano duro, ricordiamo: lagane e ceci, lagane con la mollica, strascinati co lu ntruppc, ravioli di ricotta in agrodolce, orecchiette, manate, fusilli, minestre di legumi o cicorie campestri.
Per quanto riguarda i secondi piatti sono privilegiate le carni di maiale e di agnello e, tra i pesci, il baccalà é tra i più utilizzati dalla tradizione.
Molte e variate le ricette: Baccalà con peperoni cruschi (secchi), Agnello al forno con patate, Costolette di agnello alla brace, Spezzatino di maiale con peperoni sott’aceto, Frittata di asparagi selvatici.
Tra i dolci: Calzoni di ceci, Crema di castagno e vino cotto, Sanguinaccio, Mostaccioli, Taralli glassati, Casatelle con crema di castagna, Pettole.
- IL Viaggio in Basilicata (tornare)
Il nostro viaggio inizia da Acerenza (antico nome Acherunthia) che sorge maestosa a 800 metri slm a cavallo tra il fiume Bradano e il suo affluente Fiumarella.
Le origini della città sono molto antiche: vi sono testimonianze di manufatti in selce che rimandano al periodo neolitico ed eneolitico (6000 a.C.). Per quanto riguarda la storia romana abbiamo testimonianza di Quinto Orazio Flacco nei suoi tanti scritti.
Conserva i resti della Cattedrale del 1080 situata nel borgo antico e sorta sull'area della primitiva Chiesa Paleocristiana, a sua volta eretta sul luogo dove sorgeva un tempio pagano dedicato ad Ercole Acheruntino.
Nella parte alta della facciata, si può ammirare un enorme rosone; il suo interno, a croce latina, ha tre navate e fra le opere conservate ricordiamo: un trittico del XV sec. raffigurante Cristo in Trono, una Pietà del 1500 ed un busto marmoreo di Giuliano l’Apostata.
La cripta sotto il presbiterio è a pianta quadrangolare con quattro pilastri e volte affrescate risalenti al 1523.
Nel territorio di Avigliano incontriamo Lagopesole.
Nella parte alta del paese si erge il Castello detto di Lagopesole toponimo derivato da Lacus Pensilis, un grande lago esistente nell’era quaternaria. Costruito nel 1250 fu ampliato e restaurato da Federico II che ne fece sua dimora di caccia.
Oltre a Federico II, vi regnarono Manfredi, Carlo d’Angiò e i Doria.
Il Castello di Lagopesole ha una forma diversa da quella tipica dei castelli federiciani, infatti, è a pianta rettangolare con due cortili; nella cappella del Castello si possono ammirare affreschi risalenti al XIII sec.
Oggi, il Castello restaurato é sede di manifestazioni culturali e mostre che durante tutto l'anno animano Lagopesole.
Un discorso particolare merita Matera, sede tra l’altro del film di Mel Gibson “The Passion “, con i suoi meravigliosi Sassi, insediamenti rupestri sviluppatisi lungo le ripide pareti del torrente Gravina. Un luogo ricco di storia in cui l'Uomo ha abitato sin dall'epoca Paleolitica.
Nella roccia, chiamata tufo, facilmente lavorabile, sono state scavate numerose grotte utilizzate come abitazioni a ridosso di un profondo burrone detto Gravina.
Nel complesso si distinguono due quartieri: il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso. Dal 1993 i Sassi di Matera sono stati riconosciuti dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.
Tra le oltre 150 Chiese Rupestri citiamo: Santa Maria De Idris, San Pietro in Principibus, Santa Lucia alle Malve, Madonna delle Virtù, San Nicola dei Greci, Santa Barbara e San Pietro Caveoso, in cui sono presenti affreschi bizantini.
Il Duomo, terminato nel 1270, fu eretto sulle rovine di altre cripte in stile romanico-pugliese e al suo interno conserva affreschi del XIV secolo. Nel seicentesco convento di S. Chiara ha sede il Museo Nazionale “D. Ridola”.
Riparliamo in questa sede di Maratea, l’unico porto della Basilicata sul Mar Tirreno e uno dei centri turistici più rinomati della regione.
Il paese è situato alle pendici del Monte San Biagio su cui si erge la statua del Cristo Redentore, alta 21 mt, dominante il golfo di Policastro, dove si affacciano le stazioni balneari di Acquafredda, Fiumicello, Santavenere, Porto, Marina e Castrocucco.
Nel centro storico,dai vicoli strettissimi e dalle numerose chiese, troviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore, di San Vito, dell’Annunziata e il Convento dei Cappuccini.
Nella parte alta sorge la Basilica di San Biagio, con antichi affreschi e bassorilievi risalenti al XV secolo, e un portico rinascimentale.
Il lungomare è lungo 30 km con vegetazione tipica della macchia mediterranea e impreziosita da scogli ed isolotti nel mare. Promontori e pareti rocciose alte e ripide si ritraggono accogliendo piccole cale e spiagge sabbiose.
In estate Maratea é animata da rassegne culturali, artistiche e musicali.
Cittadina medioevale ai piedi del Monte Vulture, Melfi fu abitata sin dal neolitico e subì l'influenza romana come confermano vari reperti archeologici. Fu il fulcro culturale e politico del Regno di Federico II, che vi promulgò nel 1231 le “Constitutiones Augustales”, la più importante codificazione che regolava il diritto feudale, elaborata da alcuni dei più importanti giuristi dell’epoca, tra cui Pier delle Vigne.
La città conserva molte testimonianze del passato come il Castello Normanno Svevo in posizione panoramica sul borgo medioevale ed é sede del Museo Archeologico Nazionale del Melfese.
La maestosa Cattedrale, edificata nel 1153 fu ricostruita in stile tardo barocco tranne l’originaria Torre Campanaria di architettura normanna. L'interno è a tre navate a croce latina con stupendi stucchi in oro ed altari in marmo policromo e il suo Episcopio é stato definito “piccolo Vaticano”.
Dalla Porta Venosina, dalla quale Federico II faceva il suo ingresso a Melfi si può ammirare il panorama del Vulture e la cinta muraria che racchiude per intero il centro storico.
Poco distante dall’abitato si trova la Cripta rupestre di S. Margherita una delle più importanti cappelle di arte bizantina del 1200. Di rilievo, l’affresco del “contrasto fra i vivi ed i morti”, dove si presume che nelle figure dei vivi vi siano rappresentati Federico II con la moglie e il figlio.
In contrada Giaconelli, la Chiesa rupestre di Santa Lucia, ha lo sfondo della cripta affrescato con immagini della Madonna e della Santa. Accanto a quest’ultima il ciclo pittorico raffigura alcuni momenti della sua vita.
Monticchio è famosa per i 2 piccoli e stupendi laghi detti “i gemelli del Vulture” che occupano il doppio cratere centrale dell'apparato vulcanico del Vulture. Il Lago Grande e il Lago Piccolo sono separati da una striscia di terra larga 216 m.
Questi due laghi, a 600 metri sul livello del mare, sono collocati nel verde intenso del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell'Appennino meridionale.
In questi boschi trovò rifugio Carmine Donatelli, detto "Crocco", il brigante di Rionero che con la sua banda combattè contro i Piemontesi.
L'Abbazia di San Michele edificata nel X sec. intorno ad una grotta abitata da eremiti Basiliani, ha avuto nei secoli successivi la presenza di monaci Benedettini, di Eremiti Agostiniani e frati Cappuccini.
Tra i due laghi vi sono inoltre i ruderi del Monastero e della Chiesa di Sant’Ippolito risalenti ai secoli XI e XII.
Dal 1971 la zona è stata dichiarata riserva naturale, per conservare integro l'habitat ideale per la Brahmea Europea, una farfalla notturna asiatica e del Faxinus Oxycarpe, antichissima pianta di origine balcano-asiatica.
Il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta d’Italia, situata tra la Calabria e la Basilicata. Inoltre il Parco comprende molti e caratteristici paesi, alcuni dei quali di cultura, lingua e tradizione arbëreshe (italo-albanese). La sua istituzione è avvenuta nel 1993 e con i suoi 192.565 ettari, contribuisce alla conservazione, tutela e promozione delle ricchezze naturali, ma anche umane di questo “museo” a cielo aperto.
Fra le tante specie rare, il Parco ospita, tra gli uccelli il nibbio reale, il gufo reale e la magnifica aquila reale. Tra i Mammiferi, di rilievo: il lupo appenninico, la martora, la lontra, il capriolo autoctono di Orsomarso. Fra gli Insetti deve essere menzionato il Buprestis splendens, uno dei coleotteri più rari d’Europa.
La Flora é ricca sia di piante officinali sia di piante rare, a testimonianza della varietà e della vastità del territorio e delle sue diverse condizioni climatiche.
Venosa é un'antica città sannitica conquistata prima dai romani nel III secolo a.C. e successivamente da Longobardi e Normanni, fu città demaniale di Federico II.
Ha dato i natali ad uomini illustri quali: Quinto Orazio Flacco, Carlo Gesualdo, Giovan Battista de Luca, Luigi la Vigna, Giacomo di Chirico.
Tra i molti monumenti che abbelliscono la città, importanti sono la Fontana Angioina, il Castello Aragonese con il Museo Archeologico, Piazza Orazio, la Fontana di Messer Oto, Piazza Municipio e la Cattedrale di Sant’Andrea, casa natale di Orazio, l’Abbazia della SS. Trinità detta l'Incompiuta.
Il Parco Archeologico comprende l’Anfiteatro Romano, le Terme, il Battistero Paleocristiano, le Domus, mentre il Parco Paleolitico di Notarchirico é a circa 9 km dalla città.
Importante testimonianza di una tra le colonie ebree più antiche d'Italia sono le Catacombe risalenti al IV secolo.
Esse consistono in due lunghe gallerie raccordate tra loro, ricche di iscrizioni greche ed ebraiche. In una di esse è stato scoperto un ipogeo stupendamente affrescato che riproduce alcuni simboli del credo ebraico.
I Lucani in Perú, paesi di provenienza (tornare sopra)
I lucani presenti nel Peru' provengono essenzialmente da un esiguo numero di paesi:
Castellucio Inferiore
Corleto Perticara
Montemilone
Potenza
Ripacandida
Trecchina
Castellucio Inferiore Fonte: APT Basilicata (tornare)
Piccolo centro con appena 2341 abitanti all'altezza di 495 metri. Stupenda la Chiesa Madre del XVI secolo, con cupole di tipo bizantino sopra la cappela e il coro. All'interno si conserva un ciclo di affreschi narranti la storia del Nuovo Testamento risalenti al 1730.
Non da meno e`Il convento di Sant' Antonio dei Minori Osservanti, risalente 1573 formato da un chiostro a due ordini di arcate con annessa la chiesa di Santa Maria delle Grazie, rimaneggiata nel XVII secolo. A est della cittá si trova la chiesa di Santa Maria delle Nevi (secolo XV - XVIII) che presenta una navata con volta a botte. All' ingresso del paese, lungo il Fosso San Giovanni, troviamo un 'interessante esempio di archeologia industriale: due filaterie,un acquedotto e due mulini.
Municipio de Casteluccio Inferiore
L.go Giuseppe Marconi,1
85040 Castelluccio Inf.
Telf. 0973/663993/4
Corleto Perticara Fonte: APT Basilicata (tornare)
Questo paese ha attraversato un periodo in cui e' stato disabitato: dalla Magna Grecia fino all'epoca dell'alto Medio Evo, periodo in cui rinasce intorno a un castello. Nell'area circostante sono stati trovati importanti resti archeologici dei secoli VIII e VII a.C.
Il comune e` situato a 757 metri sul livello del mare; al momento, con una popolazione di 3025, abitanti é un centro di villeggiatura in cui poter visitare il territorio della catena dei monti di Eboli e i resti di un importante insediamento dei secoli VII e VII a.C..
Municipio di Corletto Perticara
P.zza Plebiscito
85012 Corletto Perticara
Telf. 0971/965711
www.corleto.it
Montemilone Fonte: APT Basilicata (tornare)
Si trova a 320 metri sul livello del mare, con una popolazione di 1969 abitanti. Sorge in un paessagio solitario. Il paese antico e`situato sopra una protuberanza rocciosa a forma di corna nella confluenza di due correnti di acqua. La sede episcopale é del secolo XI e fu distrutta dai barbari, per essere poi conquistata dopo da vari signori feudali.
Nel suo territorio si trova la chiesa di Santa Maria della Gloriosa, del secolo XVIII, con affreschi del 1565.
Municipio di Montemilone
V. le Regina Elena
85020 Montemilone
Telf. 0972/99102
www.comune.montemilone.pz.it
Potenza Fonte: APT Basilicata (tornare)
E' la capitale della regione Basilicata, si trova a 819 metri con una popolazione di circa 69,295 abitanti, la città di Potenza ha il primato di altitudine tra i capoluoghi di regione italiani. È formata da un nucleo antico, in posizione dominate sulla riva sinistra del fiume basento, al quali si sono aggiunti nuovi quartieri, sia nella zona Settentrionale, sia viail fondovalle.
la fortuna di potenza ebbe inizio con ogni probabilità quando i Romani distrussero l'importante centro lucano di Serra di Vaglio, a 15 km circa a nordest, spingendo gli abitanti superstiti a rifuggiarsi presso il piccolo abitato localizzato nel sito attuale. Il nuovo insediamento acquistò subito importanza ed è testimoniato come Potentia, municipio sede della prefettura e iscritto alla tribù Pompinia. La sua prosperità fu poi eclissata dalla colonia di Grumentum, più strategica per la politica del tardo impero. All'inizio del V secolo la città subi il trauma violento del saccheggio dei Goti di Alarico e nel secolo succesivo entrò a far parte del Ducato longobardo di Benevento e poi del principato di Salerno. Forse già alla fine del V secolo, con la diffusione del cristianesimo, divenne sede episcopale. Nel X secolo, Potenza dovette difendersi dalle incursioni dei saraceni, che risalivano il Basento e si insediavano sulle sue sponde, come Tricarico e a Pietrapertosa mentre alla metà dell'XI secolo con l'arrivo dei Normanni visse un periodo nuovo di prestigio politico come città demaniale (cioè possesso diretto del sovrani, con ampi privilegi), continuato anche con la prima dominazione sveva, dopo il 1186. Fu invece trascurata da federico II, più interessato a fortificare la Basilicata settentrionale, privilegiando Melfi e il Vulture. All'arrivo degli Angioini, la fedeltà alla causa ghibellina e la conseguente rivolta dei baroni costò alla città una crudele distruzione nel 1268 da parte di Carlo d'Angio, la trasformazione in contea e l'inizio di una lenta decadenza, legata al continuo succedersi di feudatari durante i secoli che la videro condividere le sorti del regno di Napoli.
Ripacandida Fonte: APT Basilicata (tornare)
Ubicata a 622 metri di altezza sopra una colle rocciosa di colore chiaro da cui prese il nome. Secondo alcune versioni, dopo la caduta dell'impero romano i cittadini in fuga dall'invasione barbarica si rifugiarono in questa cima dove si ergeva un tempio a Giove.
Durante l'occupazione dei Longobardi la cittá fú fortificata e nel Medio Evo é stata sotto la dominazione di vari signori feudali tra i quali la famiglia Grimaldi.
Da questa cittá furono inviati un folto numero di uomini per la liberazione del Santo Sepolcro. Non e` caso che questa terra é conosciuta come "terra di santi e di signori". Al centro del paese, costruita su un insediamento indigeno frequentato del secolo VII a.C. sorge la chiesa di San Donato realizzata nel XIV secolo, l'interno e pieno di affreschi dell'epoca che raffigurano episodi del Vecchio e del nuovo Testamento; accanto alla chiesa si puo apprezzare un monastero del secolo XIV.
E famosa la produzione dell'oro giallo, dell'olio di oliva e del vino, attualmente é conosciuta come la cittá del miele, apprezzato in tutto il territorio. Fa parte del paese un bosco di 770 ettari che garantisce un area salubre e incontaminata con una meravigliosa vista panoramica dell'imponente monte Vulture.
Municipio de Ripacandida
Via S. maria, 20
85020 Ripacandida
telf. 0972/644142
www.comune.ripacandida.pz.it
Trecchina Fonte: APT Basilicata (tornare)
Ubicata a 600 metri, con una popolazione di 2404 abitanti, la storia del popolo si remonta al 317 a.C.
Distrutta totalmente nel X secolo per i sarraceni fu ricostruita nellèpoca normado sveva.
Trecchina soffri' nuovamente gravi danni nel terremoto del 1783 e 1845. Trecchina e` una delle localitá lucana insieme a Potenza, Picerno e Tito dove si parla il galoitálico, una lingua particolare frutto provabilmente della migrazione (secolo XVII) di popolazioni provenenti dal nord d'Italia che si fussero con la comunitá locale.
Sono interessanti nel centro storico il palazzo Deronale e la parrocchia di San Michele Arcangelo tutte due del secolo XVI e la chiesa del Rosario del secolo XVII.
Municipio de Trecchina
Via Roma,17
85049 Trecchina
Telf. 0973/826002
www.comune.trecchina.pz.it
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