Lucani del Perú tornare a centro pagina
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

- Testimoni: (tornare)

- Benvenuto Antonio Pelosi de Castelluccio Inferiore

 

  Alla mia cara colonia lucana nel Perù, per Benvenuto Antonio Pelosi ( tornare sopra)

 

Nel nome della mia terra natale, Castelluccio Inferiore, ringrazio al gruppo di signori e signore per questa riunione, già che permette di conoscerci, fare amicizia ed amici.

Io ricordo ancora, quando abitavamo a Castelluccio. Ero bambino, avevo 6 anni, eravamo un gruppo d’amici allegri e birbanti, come tutti i bambini.

Nell’inverno all’uscita della scuola, quando c’era la neve, si poteva giocare alla trincea, e quando passavano delle persone, gli tiravano palle di neve e ci nascondevamo; erano tutti giochi sani e di tante gioie. Quando arrivavamo a casa “c’era il bello”, la mamma usciva e ci diceva: “Dove siete stati? Siete tutti sporchi? Che avete combinato, ragazzi? Dai, tutti a fare il bagno! ... E ce lo faceva fare con l’acqua fredda fredda.

 

   

Vi racconterò la storia: noi eravamo contadini; avevamo delle terre da coltivare e producevamo frumento, alberi da frutti e altri; nel molino a pietra antico, macinavamo il frumento della raccolta d’altri contadini che ci portavano.

La mia famiglia è stata formata da:

Papà: Nicolangelo Pelosi Filardi (+)
Mamma: Maria Antonia Ruggiero Ruggiero (+)
Domenico Pelosi Ruggiero (+)
Amadeo Pelosi Ruggiero (+)
America Pelosi Ruggiero (+)
Margherita Pelosi Ruggiero
Benvenuto Antonio Pelosi Ruggiero
Gionvanni Lorenzo Pelosi Ruggiero (+)

 

Don Nicolangelo Pelosi e sua moglie Antonia Ruggiero


Familglia Pelosi Ruggiero
   
 

Mio padre si chiamava Nicolangelo Pelosi, e si dedicava all’indagine astronomiche e all’agricoltura. Aveva un piccolo pezzo di terra da coltivare, come lui stesso ci raccontava sempre. Aveva nel cuore l’astronomia, ed aveva un’intelligenza invidiabile, non aveva fatto studi universitari, era autodidatta appassionato che dedicava delle ore ed ore a comtemplare le stelle e studiare gli astri.

Tutti aiutavamo ai nostri genitori. La nostra famiglia si è formata nella gioia del focolare, nel quale c’erano sempre la tavola piena e buona, il letto comodo e una buona stufa per il freddo.

L’emigrazione dei Pelosi è stata così: mio fratello Domenico Pelosi, aveva nato in Perù, perché i miei genitori abitavano da un po’ di tempo nel Perù assieme alla famiglia Ruggieri, che erano parenti nostri. Al ritorno in Italia, egli rimasse dai nostri zii (la Famiglia Ruggieri). Col tempo nostro zio comprò una panetteria, perciò chiese a Domenico d’essere l’amministratore.

Dopo vari anni, arriva una lettera di mio fratello al nostro babbo, in ella gli raccontava che il negozio della panetteria era buono e che in quel momento lavorava per conto proprio, per quanto gli chiedeva di far tornare in Perù suo fratello Amadeo come aiuto per il negozio. La risposta c’è stata un NO secco: “Tuo fratello è il mio braccio destro, che faccio senza lui?”.

L’insistenza di mio fratello no si fermò, anzi continuò. Mio padre gli risponde nuovamente: “Se il negozio è buono, allora andiamo tutti”. La risposta non si è fatta aspettare: “Allora prendete le valigie e venite tutti. Con i soldi che porterete faremo negozi”. Così cominciarono i preparativi per il viaggio. Solo restava amucchiare un po’ di soldi.

Per fortuna tutto è andato bene, il molino si è venduto, e anche le terre e tutte le proprietà in Italia; e così col babbo e tutta la famiglia Pelosi dicevamo addio alla nostra terra e a “Volare”.

Ci siamo imbarcati a Genova, con destino: il Perù. Mi ricordo che quasi per un mese o più, soltanto guardavamo solo acqua e cielo. E’ stato bello il viaggio, sopratutto per i piccoli che ci piaceva cantare e ballare la “Tarantella”, tutti insieme ai concittadini italiani che si dirigevano in Perù.

Sulla nave eravamo tutti una famiglia... ma all’improvviso, un giorno, e quasi a metà del viaggio i marinai ci portarono una brutta notizia: c’era un incendio. Il panico si è impadronito di noi e di tutti i passeggeri. Le fiamme avevano già bruciato una parte della nave; però improvisamente e grazie a Dio, il fuoco si è spento; per fortuna è stato solo un bel spavento. Tutti ci eravamo preparati per balzare dalla nave con i selvagenti dal più vecchio al più piccolo. Io avevo 7 anni e ancora mi ricordo benissimo come se fosse stato proprio ieri... solo mi sfugono i nomi delle persone che c’erano. Grazie a Dio tutti siamo arrivati in Perù sani e salvi un giorno di primavera a pieno sole.


 

In quel tempo gli uomini vestivano d’accordo alla stazione con la tipica "sarita". Quando siamo arrivati al Callao, il mio fratello, che era diventato tutto un “gentiluomo”, ci a ricevuto; aveva un’auto Ford ultimo modello, col quale ci portò alla nostra nuova casa. Non è passato molto tempo quando i mio fratello insieme al mio padre acquistarono un nuovo locale a Lima e così incominciò il nostro negozio.

Mio padre era un uomo retto e disciplinato nel lavoro. Mi ricordo una volta che ci radunò a tutti e a voce alta, tanto che sembrava un militare, ci dice: “Figli miei adesso cominciamo, tutto il mondo a lavorare: gli uomini al negozio, la mamma e le figlie a casa, tutti a lavorare, niente di servitù”.

A Lima conobbe i direttori del giornale “El Comercio”, tramite la famiglia Mirò Quesada, e con loro compartirono la sua passione: l’Astronomia. Mio padre ci ha lasciato anche a noi questa passione. Ogni tanto quando tornava in Italia, le diceva alla mamma: “Torno in Italia perché la mia astronomia deve trionfare”, e la mamma e tutti noi rimanevamo contenti a lavorare.

Il negozio cresceva, perciò si aprirono due altre panetterie: a San Miguel e a Magdalena del Mar.

Sinceramente io non volevo sposarmi, mi piaceva la vita libera, volevo essere un “Rodolfo Valentino”, però un vento di pazzìa mi portò sull’altare. Col tempo la famiglia è cresciuta, e i negozi furono passando dai padri ai figli. E così che tutti i miei fratelli si sposarono tranne Lorenzo che diventò sacerdote.

Ho 6 figli, 18 nipoti, 28 pronipoti e una donna che è accanto a me da tutta una vita. Eravamo due uccellini innamorati, adesso siamo due vecchietti, però ancora forti come le querce.
Adesso, vorrei parlare anche di mio fratello, el prete don Lorenzo Pelosi, che già da 12 anni prese la decisione di diventare prete, e si presentò al convento degli scalzi. Già prete viene spostato al convento d’Ocopa (Huancayo, Concepción). Era un vero artista fece varie pitture all’olio, ad acquarello e carboncito. Anche gli piaceva la musica… suonava l’organo e il pianoforte. Morì, quando aveva 80 anni, lasciando bei ricordi che si mostrano ancora nel museo di Ocopa. Egli fu missionario, musico e pittore.


Vi lascio un saluto, anche se mi sarebbe piaciuto raccontare di più. Spero solo essere stato chiaro e non troppo noioso. Grazie a tutti.

 

 


Le famiglie Pelosi e Ruggiero. Anni 60

 

- I Discendenti di Lucani

Mario Pelosi (tornare sopra)

Non abbiamo avuto il piacere di conoscerlo ... Mario e` partito prima della creazione di questa Associazione, anche se ci lasció molto giovane, per motivi che uno molte volte non arriva a capire del tutto. Vogliamo, in queste righe, rendere omaggio al suo lavoro; al essere, che anteporre il lavoro solidale prima del suo interresse personale a favore dei bambini abbandonati. Mario Pelosi non é piú tra noi ma la sua opera di vita sará sempre presente nel cuore di ogni lucano nato in Perú, come esempio e orgoglio della nostra collettivitá verso l'uomo altruista. La gente come Mario ci da fiducia e speranza nell' umanitá, in un futuro migliore e piu solidale per tutti quanti.

 

Mario Pelosi y los niños de la calle

 

 

 




 
   
 

 

I Lucani in Perú, paesi di provenienza (tornare sopra)

I lucani presenti nel Peru' provengono essenzialmente da un esiguo numero di paesi:

Castelluccio Inferiore

Corleto Perticara

Montemilone

Potenza

Ripacandida

Trecchina

 

Castelluccio Inferiore Fonte: APT Basilicata (tornare)

Piccolo centro con appena 2341 abitanti all'altezza di 495 metri. Stupenda la Chiesa Madre del XVI secolo, con cupole di tipo bizantino sopra la cappela e il coro. All'interno si conserva un ciclo di affreschi narranti la storia del Nuovo Testamento risalenti al 1730.

Non da meno e`Il convento di Sant' Antonio dei Minori Osservanti, risalente 1573 formato da un chiostro a due ordini di arcate con annessa la chiesa di Santa Maria delle Grazie, rimaneggiata nel XVII secolo. A est della cittá si trova la chiesa di Santa Maria delle Nevi (secolo XV - XVIII) che presenta una navata con volta a botte. All' ingresso del paese, lungo il Fosso San Giovanni, troviamo un 'interessante esempio di archeologia industriale: due filaterie,un acquedotto e due mulini.

Municipio de Castelluccio Inferiore
L.go Giuseppe Marconi,1
85040 Castelluccio Inf.
Telf. 0973/663993/4

 

Corleto Perticara Fonte: APT Basilicata (tornare)

Questo paese ha attraversato un periodo in cui e' stato disabitato: dalla Magna Grecia fino all'epoca dell'alto Medio Evo, periodo in cui rinasce intorno a un castello. Nell'area circostante sono stati trovati importanti resti archeologici dei secoli VIII e VII a.C.

Il comune e` situato a 757 metri sul livello del mare; al momento, con una popolazione di 3025, abitanti é un centro di villeggiatura in cui poter visitare il territorio della catena dei monti di Eboli e i resti di un importante insediamento dei secoli VII e VII a.C..

Municipio di Corletto Perticara
P.zza Plebiscito
85012 Corletto Perticara
Telf. 0971/965711

www.corleto.it

 

Montemilone Fonte: APT Basilicata (tornare)

Si trova a 320 metri sul livello del mare, con una popolazione di 1969 abitanti. Sorge in un paessagio solitario. Il paese antico e`situato sopra una protuberanza rocciosa a forma di corna nella confluenza di due correnti di acqua. La sede episcopale é del secolo XI e fu distrutta dai barbari, per essere poi conquistata dopo da vari signori feudali.


Nel suo territorio si trova la chiesa di Santa Maria della Gloriosa, del secolo XVIII, con affreschi del 1565.


Municipio di Montemilone
V. le Regina Elena
85020 Montemilone
Telf. 0972/99102

www.comune.montemilone.pz.it

 

Potenza Fonte: APT Basilicata (tornare)

E' la capitale della regione Basilicata, si trova a 819 metri con una popolazione di circa 69,295 abitanti, la città di Potenza ha il primato di altitudine tra i capoluoghi di regione italiani. È formata da un nucleo antico, in posizione dominate sulla riva sinistra del fiume basento, al quali si sono aggiunti nuovi quartieri, sia nella zona Settentrionale, sia viail fondovalle.

la fortuna di potenza ebbe inizio con ogni probabilità quando i Romani distrussero l'importante centro lucano di Serra di Vaglio, a 15 km circa a nordest, spingendo gli abitanti superstiti a rifuggiarsi presso il piccolo abitato localizzato nel sito attuale. Il nuovo insediamento acquistò subito importanza ed è testimoniato come Potentia, municipio sede della prefettura e iscritto alla tribù Pompinia. La sua prosperità fu poi eclissata dalla colonia di Grumentum, più strategica per la politica del tardo impero. All'inizio del V secolo la città subi il trauma violento del saccheggio dei Goti di Alarico e nel secolo succesivo entrò a far parte del Ducato longobardo di Benevento e poi del principato di Salerno. Forse già alla fine del V secolo, con la diffusione del cristianesimo, divenne sede episcopale. Nel X secolo, Potenza dovette difendersi dalle incursioni dei saraceni, che risalivano il Basento e si insediavano sulle sue sponde, come Tricarico e a Pietrapertosa mentre alla metà dell'XI secolo con l'arrivo dei Normanni visse un periodo nuovo di prestigio politico come città demaniale (cioè possesso diretto del sovrani, con ampi privilegi), continuato anche con la prima dominazione sveva, dopo il 1186. Fu invece trascurata da federico II, più interessato a fortificare la Basilicata settentrionale, privilegiando Melfi e il Vulture. All'arrivo degli Angioini, la fedeltà alla causa ghibellina e la conseguente rivolta dei baroni costò alla città una crudele distruzione nel 1268 da parte di Carlo d'Angio, la trasformazione in contea e l'inizio di una lenta decadenza, legata al continuo succedersi di feudatari durante i secoli che la videro condividere le sorti del regno di Napoli.

 

Ripacandida Fonte: APT Basilicata (tornare)

Ubicata a 622 metri di altezza sopra una colle rocciosa di colore chiaro da cui prese il nome. Secondo alcune versioni, dopo la caduta dell'impero romano i cittadini in fuga dall'invasione barbarica si rifugiarono in questa cima dove si ergeva un tempio a Giove.

Durante l'occupazione dei Longobardi la cittá fú fortificata e nel Medio Evo é stata sotto la dominazione di vari signori feudali tra i quali la famiglia Grimaldi.

Da questa cittá furono inviati un folto numero di uomini per la liberazione del Santo Sepolcro. Non e` caso che questa terra é conosciuta come "terra di santi e di signori". Al centro del paese, costruita su un insediamento indigeno frequentato del secolo VII a.C. sorge la chiesa di San Donato realizzata nel XIV secolo, l'interno e pieno di affreschi dell'epoca che raffigurano episodi del Vecchio e del nuovo Testamento; accanto alla chiesa si puo apprezzare un monastero del secolo XIV.

E famosa la produzione dell'oro giallo, dell'olio di oliva e del vino, attualmente é conosciuta come la cittá del miele, apprezzato in tutto il territorio. Fa parte del paese un bosco di 770 ettari che garantisce un area salubre e incontaminata con una meravigliosa vista panoramica dell'imponente monte Vulture.

Municipio de Ripacandida
Via S. maria, 20
85020 Ripacandida
telf. 0972/644142

www.comune.ripacandida.pz.it

 

Trecchina Fonte: APT Basilicata (tornare)

Ubicata a 600 metri, con una popolazione di 2404 abitanti, la storia del popolo si remonta al 317 a.C.

Distrutta totalmente nel X secolo per i sarraceni fu ricostruita nellèpoca normado sveva.

Trecchina soffri' nuovamente gravi danni nel terremoto del 1783 e 1845. Trecchina e` una localitá lucana insieme a Potenza, Picerno e Tito dove si parla il galoitálico, una lingua particolare frutto provabilmente della migrazione (secolo XVII) di popolazioni provenenti dal nord d'Italia che si fussero con la comunitá locale.

Sono interessanti nel centro storico il palazzo Deronale e la parrocchia di San Michele Arcangelo tutte due del secolo XVI e la chiesa del Rosario del secolo XVII.


Municipio de Trecchina
Via Roma,17
85049 Trecchina
Telf. 0973/826002

www.comune.trecchina.pz.it